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	<title>LC web</title>
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	<description>Strategie e soluzioni professionali per il web</description>
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		<title>La storia di Google</title>
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		<pubDate>Fri, 26 Aug 2011 08:22:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lcweb</dc:creator>
				<category><![CDATA[Approfondimenti]]></category>

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		<description><![CDATA[Perché Google? Google è un gioco di parole: la parola &#8220;googol&#8221;, che indica il numero 10 elevato alla 100esima, fu creata da Milton Sirotta, parente del grande matematico americano Edward Kasner, e rappresenta l&#8217;ambizione di organizzare l&#8217;infinito volume d&#8217;informazioni disponibili su internet. &#160; L&#8217;inizio di un lungo cammino 1995, Larry Page (nella foto è quello ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3><strong>Perché Google?</strong></h3>
<p><strong> </strong>Google è un gioco di parole: la parola &#8220;googol&#8221;, che indica il numero 10 elevato alla 100esima, fu creata da Milton Sirotta, parente del grande matematico americano Edward Kasner, e rappresenta l&#8217;ambizione di organizzare l&#8217;infinito volume d&#8217;informazioni disponibili su internet.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-773" style="border-style: initial; border-color: initial;" title="larry-page-sergey-brin" src="http://www.lcweb.it/wp-content/uploads/2011/08/larry-page-sergey-brin-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></p>
<h3><strong>L&#8217;inizio di un lungo c</strong><strong>ammino</strong></h3>
<p><strong> </strong><span style="font-size: 13px; font-weight: normal;">1995, Larry Page (<em>nella foto è quello a sinistra</em>), 24 anni, laureato all&#8217;Università del Michigan, va a Stanford con l&#8217;idea di iscriversi al dottorato in informatica. Sergey Brin (<em>destra</em>), 23enne, fa parte del gruppo di studenti assegnati a mostrare il campus ai visitatori.</span></p>
<p>Tra i due non è certo amore a prima vista. Anzi, la parola amore non passò per la testa di nessuno dei due. Più che una visita sembrò un&#8217;aggressiva discussione tra fratelli. Le loro forti opinioni e i punti di vista divergenti si trovarono concordi solo su una cosa: sull&#8217;approccio alla soluzione di una delle più grosse sfide nel campo dell&#8217;informatica, estrarre informazioni rilevanti da un enorme set di dati.</p>
<p>Ma da queste divergenze nacque una componente importante nei rapporti: il rispetto. E con il rispetto arrivò l&#8217;amicizia.<br />
Nel Gennaio del 1996, Larry e Sergey, cominciarono a collaborare alla costruzione di un motore di ricerca denominato BackRub. Si trattava di un progetto universitario, non di un&#8217;avventura imprenditoriale: due persone con delle buone idee e le capacità di metterle in pratica, si erano incontrati. Il motore fu chiamato in questo modo perché aveva l&#8217;abilità di analizzare i &#8220;back links&#8221; che puntavano a un sito.</p>
<p>Ma neanche le capienti casse di Stanford non erano sufficienti a sovvenzionare l&#8217;esperimento dei due studenti. Afflitti quindi da una perenne mancanza di fondi, male che colpisce gli studenti di tutto il mondo, la coppia cominciò a frequentare i luoghi più improbabili del dipartimento d&#8217;Informatica nella speranza di trovare computer da poter prendere &#8220;in prestito&#8221; per il loro network. Larry, esperto di elettronica &#8211; e che aveva ottenuto una certa notorietà per aver costruito una stampante funzionante con i soli pezzi del Lego(tm) -, si assunse il compito di creare un nuovo tipo di ambiente server che utilizzasse PC comuni invece dei carissimi server, tipici dell&#8217;epoca.</p>
<p>Un anno più tardi, voci di una nuova tecnologia di ricerca stavano già diffondendosi per il campus, dando ai due una certa reputazione per l&#8217;approccio innovativo all&#8217;estrazione dei dati.</p>
<h3><strong><a href="http://www.lcweb.it/wp-content/uploads/2011/08/Google-evoluzione-logo1.jpg"><img class="size-medium wp-image-779 alignright" title="Google evoluzione logo" src="http://www.lcweb.it/wp-content/uploads/2011/08/Google-evoluzione-logo1-300x274.jpg" alt="" width="270" height="247" /></a>In cerca di un acquirente</strong></h3>
<p><strong> </strong><br />
Larry e Sergey lavorarono per tutta la prima metà del 1998, perfezionando la loro tecnologia. Comprarono un terabyte di hard disk a prezzi stracciati e costruirono il loro computer nella la camera di Larry, che divenne il primo data center di Google. La loro fu in parte una scelta ma fu anche in parte dettata dalla necessità di risparmiare. Contrari al modo di pensare dell&#8217;epoca i due disegnarono il loro network non basandosi su costosi server, ma su comuni computer che avevano un costo di meno del 10% di un server professionale.</p>
<p>Mentre Larry rivoluzionava il concetto di server, Sergey apriva un ufficio vendite in cerca di acquirenti per la miglior tecnologia di ricerca in circolazione: la loro. Nonostante fossero in pieno dotcom boom, i due, non erano interessati a costruire una società basata sulla tecnologia che stavano sviluppato.</p>
<p>Tra i primi che Sergey contattò ci fu l&#8217;amico e fondatore di Yahoo!, David Filo. Filo era d&#8217;accordo che la tecnologia fosse valida, ma incoraggiò Larry e Sergey a svilupparla da soli aprendo una società fondata proprio su questa tecnologia. &#8220;Quando [la tecnologia] sarà perfezionata e scalabile,&#8221; disse loro, &#8220;allora ne potremo riparlare.&#8221; Altri dimostrarono ancor meno interesse per Google. L&#8217;amministratore di un importante portale disse loro, &#8220;Finché siamo all&#8217;80% della concorrenza, siamo soddisfatti. I nostri utenti non sono interessati alla ricerca.&#8221;</p>
<p>Oggi è facile accusare queste persone di miopia, ma bisogna pensare che nel periodo più fervido del dotcom boom, tutti &#8211; e intendo davvero tutti &#8211; avevano un&#8217;idea vincente che richiedeva solo di quel milioncino di Dollari necessario per decollare. Col senno di poi non è sorprendente che in tanti volessero vedere qualcosa in più prima di investire. Se non altro per vedere se c&#8217;era davvero un arrosto sotto tutto quel fumo.<br />
<strong> </strong></p>
<h3><strong><a href="http://www.lcweb.it/wp-content/uploads/2011/08/larry_page_sergey_brin.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-784" title="larry_page_sergey_brin" src="http://www.lcweb.it/wp-content/uploads/2011/08/larry_page_sergey_brin-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Toccati da un angelo</strong></h3>
<p><strong> </strong><br />
Dato che non riuscivano a suscitare l&#8217;interesse dei principali portali del tempo, Larry e Sergey, decisero di provare a fare ciò che tutti consigliavano loro: di provarci da soli. Tutto ciò che serviva loro erano un po&#8217; di soldi per potersene andare dai dormitori universitari e per pagare i debiti delle carte di credito che avevano usato per comprare il terabyte di memoria. Scrissero così un business plan, misero in pausa il dottorato e andarono in cerca di un investitore. La prima visita fu a un amico membro della facoltà.</p>
<p>Andy Bechtolsheim, uno dei fondatori della Sun Microsystems, era abituato a una visione a lungo termine, ben lontana dal miope punto di vista di alcuni suoi colleghi. Gli bastò una sola occhiata alla loro demo per capire che Google aveva del potenziale, molto potenziale. Ma anche se avevano stuzzicato il suo interesse, insistette per avere tempo.<br />
Come dice Sergey, &#8220;Ci incontrammo una mattina molto presto a Palo Alto sui gradini della casa di un membro della facoltà dell&#8217;Università di Stanford. Gli facemmo vedere una demo veloce. Era di fretta, aveva altri appuntamenti, e disse, &#8216;Invece di discutere tutti i dettagli, perché non vi faccio invece subito un assegno?&#8217; Era intestato a Google Inc. ed era per $100.000.&#8221;</p>
<p>L&#8217;investimento creò un piccolo dilemma in quanto non c&#8217;era alcuna entità legale che portava il nome di &#8220;Google Inc.&#8221; e quindi era impossibile depositare l&#8217;assegno. Rimase in un cassetto della scrivania di Larry per un paio di settimane mentre lui e Sergey correvano a costituire una società e trovare altri soci tra i familiari, gli amici e altre conoscenze: alla fine riuscirono a portare l&#8217;investimento iniziale a un milione di dollari.</p>
<h3><strong>Il Googleplex in un garage</strong></h3>
<p><strong> </strong><br />
Google Inc. aprì le porte il 7 Settembre 1998 a Menlo Park, California. Per la precisione, Larry aprì queste porte con un telecomando: gli uffici erano il garage che un amico subaffittò alla società.</p>
<p>Nonostante l&#8217;apparenza spartana, l&#8217;ufficio offriva alcuni vantaggi non indifferenti: una lavatrice, un essiccatore e un idromassaggio &#8211; penso siano in molti a sognare di lavorare in un idromassaggio. Dava inoltre parcheggio al neo-assunto e primo impiegato della nuova società: Craig Silverstein, direttore della tecnologia.</p>
<p>Già ai tempi del garage-ufficio, Google.com, ancora in fase beta, stava già rispondendo a 10.000 query al giorno. La stampa cominciò a notare questo motore con risultati davvero rilevanti e articoli molto positivi apparvero su USA TODAY e Le Monde. A Dicembre, PC Magazine, nominò Google uno dei 100 principali Siti e Motori di Ricerca del 1998: Google stava cominciando a farsi strada nel mondo.</p>
<h3><strong><a href="http://www.lcweb.it/wp-content/uploads/2011/08/Ottimizzazione-web-Google.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-798 alignright" title="Ottimizzazione-web-Google" src="http://www.lcweb.it/wp-content/uploads/2011/08/Ottimizzazione-web-Google-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Di nuovo on the road</strong></h3>
<p>Google crebbe in fretta e già nel Febbraio del 1999 gli angusti spazi di Menlo Park dovettero essere abbandonati a favore di un ufficio sulla University Avenue di Palo Alto. Con otto impiegati, lo staff di Google era quasi triplicato e il sito rispondeva ora a quasi 500.000 query al giorno. Anche l&#8217;interesse verso la compagnia era cresciuto. Red Hat firmò con Google il suo primo contratto per forniture di servizi di ricerca; attirato in parte dall&#8217;impegno di Google di usare server con software open source, in particolare Linux.</p>
<p>Il 7 Giugno, la compagnia annunciò che aveva ottenuto $25 milioni da due delle principali società di venture capital di Silicon Valley, la Sequoia Capital e la Kleiner Perkins Caufield &amp; Byers. In una convergenza degli opposti simile a quella che diede vita a Google, le due compagnie, solitamente molto competitive, concordarono sul valore di questo nuovo investimento trovando spazio entrambe nel consiglio d&#8217;amministrazione. Mike Moritz di Sequoia e John Doerr di Kleiner Perkins, che insieme avevano aiutato a far crescere Sun Microsystems, Intuit, Amazon, e Yahoo! si unirono a Ram Shriram, amministratore delegato di Junglee, attorno al tavolo da ping pong che serviva formalmente da tavolo del consiglio d&#8217;amministrazione.</p>
<p>A breve, personaggi chiave cominciarono a riempire i modesti uffici della compagnia. Omid Kordestani lasciò Netscape per una posizione di vice-presidente del Business Development e Sales, Urs Hölzle fu preso da UC Santa Barbara e assunse il ruolo di vice-presidente dell&#8217;Ingegneria (negli Stati Uniti, a chiunque rifiuti di essere considerato un impiegato viene attribuito il titolo di vice-presidente di qualcosa. In una tipica compagnia medio-grande la mano d&#8217;opera è costituita da vice-presidenti). Diventò presto ovvio che era necessario più spazio. A un certo punto erano talmente schiacciati che non era possibile alzarsi senza che gli altri non dovessero avvicinare le sedie alle scrivanie.</p>
<h3><strong>Google non è più beta</strong></h3>
<p>La situazione alla tetris fu alleviata dal trasloco al Googleplex, gli odierni uffici di Google a Mountain View, California. Infilato in un angolo di una palazzina a due piani il kernel (cuore) di Google continuò a crescere attirando a se nuovo staff, clienti e l&#8217;attenzione degli utenti e della stampa &#8211; AOL/Netscape scelse Google come tecnologia di ricerca aiutando così a spingere il numero di query giornaliere oltre i 3 milioni. Chiaramente Google si dovette evolvere. Ciò che era nato come un progetto di ricerca universitaria era adesso una compagnia che offriva un servizio molto richiesto.<br />
Il 21 Settembre 1999, fu tolta la scritta &#8220;beta&#8221; dal sito.</p>
<p>E ancora Google continuava a crescere. Il portale italiano Virgilio divenne cliente così come Virgin Net, la principale guida all&#8217;intrattenimento Inglese. La valanga di riconoscimenti che seguirono inclusero un Technical Excellence Award for Innovation in Web Application Development da PC Magazine e l&#8217;inclusione in molte liste &#8220;The best of..&#8221; culminando con la menzione nel &#8220;Top Ten Best Cybertech del 1999&#8243; del Time magazine.</p>
<h3><strong><a href="http://www.lcweb.it/wp-content/uploads/2011/08/google-5331.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-799" title="google-5331" src="http://www.lcweb.it/wp-content/uploads/2011/08/google-5331-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>L&#8217;innovazione è nel DNA</strong></h3>
<p>Una corporate-culture unica si stava sviluppando al Googleplex: una cultura fatta d&#8217;innovazione, di creatività e di sacrificio. Per ottimizzare al massimo la flessibilità degli spazi di lavoro, grosse palle di gomma furono utilizzate come sedie da ufficio estremamente mobili in un ambiente aperto e libero da muri. Mentre i computer erano modernissimi, questi erano posizionati su porte in legno adibite a tavoli e sorrette da coppie di cavalletti; lampade lava spuntarono come funghi multi-colorati; grossi cani &#8211; tra i quali Yoshka, un gigantesco, ma gentilissimo Leonberger &#8211; cominciarono a vagare liberi per i corridoi.<br />
Addirittura, dopo un rigoroso processo di selezione, fu assunto Charlie Ayers: un cuoco che portò con se un eclettico repertorio di ricette salutari che aveva sviluppato lavorando per i Grateful Dead.</p>
<p>Intere sezioni del parcheggio venivano transennate due volte la settimana per far spazio alle partite di hockey su pattini, e Larry e Sergey conducevano le settimanali riunioni TGIF (Thank God It&#8217;s Friday &#8211; Grazie a Dio È Venerdì) nell&#8217;open space tra le scrivanie che potevano comodamente accomodare i 60 e passa impiegati della compagnia.</p>
<p>L&#8217;atmosfera informale incoraggiò lo spirito di gruppo e accelerò lo scambio d&#8217;idee. I tecnici di Google apportavano quotidianamente tanti piccoli miglioramenti sia al motore di ricerca, sia attraverso l&#8217;aggiunta di nuovi strumenti come la Google Directory (basata sulla Open Directory Project di Netscape) o come la possibilità di effettuare ricerche attraverso apparecchiature wireless. Questa mentalità continuò a crescere dando ben presto a Google una visione globale grazie all&#8217;introduzione dell&#8217;interfaccia in 10 nuove lingue, per le persone che preferiscono cercare nella propria lingua nativa.</p>
<p>A Maggio del 2000 Google vinse sia i Webby Award che un People&#8217;s Voice Award per l&#8217;innovazione tecnologica. Il discorso di Larry e Sergey fu di sole 5 parole &#8220;We love you, Google users!&#8221; &#8211; &#8220;Vi amiamo, utenti di Google!&#8221;. Il mese successivo Google divenne ufficialmente il motore di ricerca più grande del mondo con oltre un miliardo di documenti indicizzati. Mai nessuno aveva offerto tanti contenuti in un formato in cui era possibile fare ricerche.</p>
<p>Con l&#8217;avvento del nuovo millennio ebbe inizio una forte espansione. Furono in tanti a voler utilizzare i servizi di ricerca di Google sui propri portali, ma è grazie all&#8217;introduzione di Adwords, il servizio di pubblicità mirata di Google, che la compagnia cominciò a generare profitti. Il rigido programma fiscale aveva permesso a Google di essere una compagnia auto-sufficiente già dalla metà del 2000 e non ebbe quindi bisogno di un secondo round di investimenti.</p>
<p>Il 26 Giugno Google e Yahoo! annunciarono una partnership che non solo ne cementò la reputazione di provider tecnologico, ma la posizionò come serio business che rispondeva a 18 milioni di query giornaliere. Nei mesi a seguire anche i principali portali Cinesi (NetEase) e Gipponesi (BIGLOBE) siglarono accordi con Google.</p>
<p>Per la fine del 2000 Google stava rispondendo a 100 milioni di query al giorno e stava cercando nuovi modi per dare accesso ai propri contenuti dove e quando lo volessero gli utenti. In omaggio alle proprie origini Google tese una mano alla popolazione storicamente affamata d&#8217;informazioni: gli studenti e gli insegnati di scuole e università di tutto il mondo offrendo loro gratuitamente i propri servizi.</p>
<h3><strong><a href="http://www.lcweb.it/wp-content/uploads/2011/08/google.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-800 alignright" title="google" src="http://www.lcweb.it/wp-content/uploads/2011/08/google-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Google assume</strong></h3>
<p>Partite di hockey nel parcheggio, cuochi, cani che vagano liberi e riunioni attorno a un tavolo da ping pong danno un&#8217;idea precisa di come si lavora al Googleplex e del tipo di aria che si respira in quei corridoi. Ma mantenere questo genere di atmosfera non è facile e bisogna sapersi scegliere i nuovi collaboratori.<br />
Google ha sicuramente trovato metodi piuttosto ingegnosi per assicurarsi nuovo personale che condivide il loro modo di lavorare &#8211; beh, se non sono ingegnosi loro chi lo è?</p>
<p>A Luglio del 2004, i passeggeri della metropolitana di Cambridge Mass. (Stati Uniti), si sono visti apparire un enorme cartello bianco con questa scritta sopra l&#8217;ingresso di alcune stazioni della metropolitana: {first 10 digit prime in consecutive digits of e}.com<br />
Si tratta di un&#8217;originale offerta di lavoro da parte di Google!</p>
<p>Tradotto, il cartello, dice:<br />
{primo numero primo di 10 cifre consecutive in e}.com</p>
<p>A chi non ha voglia di trovare questo numero posso dire che la risposta è: 7427466391.</p>
<p>Andiamo quindi a dare un&#8217;occhiata all&#8217;indirizzo <a rel="nofollow" href="http://www.7427466391.com/" target="_blank">http://www.7427466391.com/</a> indicato dal cartellone e ci ritroviamo su di un IP di Google che ci chiede di completare la sequenza:</p>
<p>f(1)= 7182818284<br />
f(2)= 8182845904<br />
f(3)= 8747135266<br />
f(4)= 7427466391<br />
f(5)= __________</p>
<p>Senza dilungarmi in spiegazioni tecniche vi dico che la risposta è: 5966290435.</p>
<p>Seguiamo quindi le indicazioni e andiamo su:<br />
<a rel="nofollow" href="http://www.linux.org/" target="_blank">http://www.linux.org</a></p>
<p>Qui usiamo:<br />
Username: bobsyouruncle<br />
Password: 5966290435</p>
<p>E magia magia veniamo portati di nuovo da Google dove ci chiedono di inviare il nostro curriculum con la promessa che questo verrà letto.<br />
<a rel="nofollow" href="http://www.google.com/labjobs/" target="_blank">http://www.google.com/labjobs/</a></p>
<p>Non ho inviato il mio curriculum, le soluzioni a questi enigmi non le avrei mai trovate da solo. Come ho fatto allora? Sono bravissimo a cercare con &#8211; toh &#8211; proprio Google!<br />
Ma non vorreste lavorare per una società del genere voi?</p>
<h3><strong><a href="http://www.lcweb.it/wp-content/uploads/2011/08/goog.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-801" title="goog" src="http://www.lcweb.it/wp-content/uploads/2011/08/goog-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Google si espande</strong></h3>
<p>A Febbraio 2001 Google acquista la pietra angolare della cultura Internet, l&#8217;archivio di Usenet. Inizia così l&#8217;arduo compito di integrare l&#8217;enorme volume di dati del più grosso archivio Usenet di Internet in modo che sia possibile effettuare ricerche. In breve Google migliorò il posting, il threading (la concatenazione dei messaggi) e la cancellazione. Il tutto per un totale di oltre 500 milioni di messaggi scambiati, negli anni, su Usenet.</p>
<p>Con l&#8217;aumento del suo pubblico globale, emersero gli schemi sepolti nella marea di query dando un&#8217;idea di ciò che passava per la mente collettiva. Scavando tra il marasma di keyword, Google catturò i trend delle ricerche e li istituzionalizzò nel Google Zeitgeist, una finestra in tempo reale sulla coscienza collettiva. Il Google Zeitgeist mostra le stelle nascenti e cadenti nel firmamento delle ricerche; nomi e luoghi che passano dall&#8217;oscurità al centro del palco per poi scomparire nuovamente. Come un Indice Standard &amp; Poor della cultura popolare, il Google Zeitgeist tiene traccia delle nostre ossessioni e della fama passeggera.</p>
<p>Le capacità di ricerca di Google si moltiplicarono, l&#8217;appoggio economico divenne ancor più solido. Già dall&#8217;inizio del quarto quarto del 2001, Google avrebbe annunciato di aver trovato ciò che aveva eluso molte società on-line: i profitti.</p>
<h3><strong>Nuovo capo, nuova direzione</strong></h3>
<p>A Marzo del 2001 Eric Schmidt amministratore delegato di Novell e ex-CTO (Chief Technology Officer) di Sun Microsystems divenne capo del consiglio d&#8217;amministrazione di Google. Nei pochi mesi che separarono Eric Schmidt dalla carica di Amministratore Delegato, Google ampliò il numero di lingue a 40, vinse un altro Webby Award, raddoppiò il numero di pagine indicizzate e aggiunse alla sua gamma un numero di protocolli wireless da cui era possibile effettuare ricerche. Nel frattempo Larry Page e Sergey Brin diventarono rispettivamente presidente dei prodotti e presidente della tecnologia.</p>
<p>Eric Schmidt fu la chiave di volta nello sviluppo di Google che fino ad allora stentava a stabilizzare i profitti. Eric chiamò a se George Reyes, ex-dirigente della Sun Microsystems e gli affidò le finanze della società. Questo, più il fatto di dare una chiara direzione a Google definendola per quello che era ed è &#8211; la più grande concessionaria pubblicitaria on-line &#8211; diede nuova spinta e nuovi capitali. Google diventò, con lui, maggiorenne.</p>
<h3><strong>Informazioni senza barriere</strong></h3>
<p>Il cerchio delle amicizie di Google continuò a crescere. Un accordo con Lycos Corea portò Google all&#8217;attenzione di un nuovo gruppo di utenti Internet asiatici. A Ottobre, una partnership con Universo On-Line (UOL) fece di Google il principale motore di ricerca in Sud America. Nuovi uffici vendita furono aperti ad Amburgo e a Tokyo per soddisfare la crescente richiesta dei programmi pubblicitari di Google. L&#8217;appeal senza frontiere di Google era evidente anche nell&#8217;evolversi dell&#8217;interfaccia: gli utenti potevano ora limitare i risultati delle ricerche a siti scritti in Arabo, in Turco o una della altre 40 lingue disponibili.</p>
<p>Nel frattempo il motore di ricerca maturò, imparando a leggere vari tipi di documenti. La ricerca per tipo di file aggiunse una dozzina di formati alla lista supportata da Google. A Dicembre, Google Ricerca Immagini, lanciata quell&#8217;estate con 250 milioni di immagini, uscì dalla fase beta con una serie di funzioni avanzate e un indice espanso. Lo shopping on-line fece un balzo in avanti con il lancio di Google Catalog Search, dando la possibilità agli utenti di sfogliare oltre 1.100 cataloghi fino ad allora disponibili solo su carta.</p>
<p>Dicembre portò una nuova pietra miliare: l&#8217;indice di Google raggiunse i 3 miliardi di documenti ricercabili, un altro balzo avanti nella missione di Google di rendere l&#8217;informazione sempre più accessibile. L&#8217;anno si concluse con la retrospettiva di schemi, trend e keyword più ricercate nel Google Zeitgeist del 2001.</p>
<p>La storia di Google viene scritta tutti i giorni e nuovi capitoli vengono pensati quotidianamente dagli ingegneri e dai programmatori. Il resto lo potete trovare sulle pagine di Google da cui sono state tratte molte di queste informazioni.<br />
<a rel="nofollow" href="http://www.google.com/corporate/history.html" target="_blank">http://www.google.com/corporate/history</a>.html</p>
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		<title>Ottimizzazione SEO</title>
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		<pubDate>Sat, 02 Apr 2011 06:25:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lcweb</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Con il termine ottimizzazione SEO (Search Engine Optimization, SEO, in inglese) si intendono tutte quelle attività finalizzate ad aumentare il volume di traffico che un sito web riceve dai motori di ricerca. Tali attività comprendono l&#8217;ottimizzazione sia del codice sorgente della pagina, sia dei contenuti. L&#8217;ottimizzazione di un sito è funzionale al suo posizionamento nelle ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.lcweb.it/wp-content/uploads/2011/04/seo-blocks.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-641" title="seo-blocks" src="http://www.lcweb.it/wp-content/uploads/2011/04/seo-blocks-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Con il termine ottimizzazione SEO (Search Engine Optimization, SEO, in inglese) si intendono tutte quelle attività finalizzate ad aumentare il volume di traffico che un sito web riceve dai motori di ricerca. Tali attività comprendono l&#8217;ottimizzazione sia del codice sorgente della pagina, sia dei contenuti.</p>
<p>L&#8217;ottimizzazione di un sito è funzionale al suo posizionamento nelle pagine di risposta dei motori, che a sua volta è funzionale alla visibilità dei prodotti/servizi venduti.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Restyling grafico e strutturale sito web</title>
		<link>http://www.lcweb.it/approfondimenti/restyling-grafico-e-strutturale-sito-web.html</link>
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		<pubDate>Mon, 24 Jan 2011 21:13:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lcweb</dc:creator>
				<category><![CDATA[Approfondimenti]]></category>
		<category><![CDATA[aggiornamento]]></category>
		<category><![CDATA[restyling imperia]]></category>
		<category><![CDATA[restyling sito]]></category>
		<category><![CDATA[rinnovo sito internet]]></category>

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		<description><![CDATA[Sono tanti i motivi che possono portare a volere un restyling del proprio sito web: necessità di un&#8217;immagine più moderna, esigenza di un sito più funzionale, volontà di risolvere qualche lacuna strutturale. In ogni caso è bene ricordare che il sito rappresenta la vetrina della propria attività, quindi un sito poco funzionale e non completamente ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.lcweb.it/wp-content/uploads/2011/01/restyling01.png"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-334" title="restyling01" src="http://www.lcweb.it/wp-content/uploads/2011/01/restyling01-150x150.png" alt="" width="150" height="150" /></a>Sono tanti i motivi che possono portare a volere un restyling del proprio sito web: necessità di un&#8217;immagine più moderna, esigenza di un sito più funzionale, volontà di risolvere qualche lacuna strutturale.</p>
<p>In ogni caso è bene ricordare che il sito rappresenta la vetrina della propria attività, quindi un sito poco funzionale e non completamente affidabile si trasferisce all&#8217;attività stessa. In qualche caso è meglio scegliere di non avere un sito piuttosto che averne uno vecchio e malfunzionante.</p>
<p>Il restyling del sito è un&#8217;operazione che permette di recuperare tutti gli elementi riutilizzabili (testi, pagine, contenuti, immagini, struttura logica) e trasferirle all&#8217;interno di un &#8220;contenitore&#8221; maggiormente evoluto, attuale e funzionale. Tutto questo con un grande risparmio di tempo e, di conseguenza, risorse economiche.</p>
<p>Noi di LCweb forniamo consulenza non solo per valutare i diversi restyling possibili, ma anche indicare i passi necessari per un completo ammodernamento dell&#8217;immagine web dell&#8217;azienda (grafica, strutturale, social network, posta elettronica, email marketing, ecc)&#8230;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Supporto contenuti multilingua</title>
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		<pubDate>Mon, 24 Jan 2011 14:55:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lcweb</dc:creator>
				<category><![CDATA[Approfondimenti]]></category>
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		<description><![CDATA[L&#8217;obbiettivo di un sito &#8220;multilingua&#8221; è quello di consentire al visitatore, una volta scelta la lingua, di entrare in un mondo dove tutti gli elementi siano completamente coerenti con la lingua scelta. Per questo bisogna porre grande attenzione alla completa coerenza di tutti i testi presenti nel sito (evitando di avere pagine non tradotte o ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.lcweb.it/wp-content/uploads/2011/01/lingue.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-326" title="Basic RGB" src="http://www.lcweb.it/wp-content/uploads/2011/01/lingue-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>L&#8217;obbiettivo di un sito &#8220;multilingua&#8221; è quello di consentire al visitatore, una volta scelta la lingua, di entrare in un mondo dove tutti gli elementi siano completamente coerenti con la lingua scelta. Per questo bisogna porre grande attenzione alla completa coerenza di tutti i testi presenti nel sito (evitando di avere pagine non tradotte o link non attivi) e della lingua contenuta nei vari supporti multimediali (immagini, audio e video).</p>
<p>Un sito navigabile nelle varie lingue senza problemi di accessibilità a tutte le sue parti trasmette al visitatore un senso di affidabilità generale. Per questo noi di Lcweb progettiamo siti multilingua che potranno contenere testi e contenuti in queste principali lingue:</p>
<table style="height: 274px;" border="1" cellpadding="0" width="260">
<tbody>
<tr>
<td valign="top">(Inglese) English</td>
</tr>
<tr>
<td valign="top">(Tedesco) Deutsch</td>
</tr>
<tr>
<td valign="top">(Cinese) 中文</td>
</tr>
<tr>
<td valign="top">(Russo) русский язык</td>
</tr>
<tr>
<td valign="top">(Francese) Français</td>
</tr>
<tr>
<td valign="top">(Olandese) Nederlands</td>
</tr>
<tr>
<td valign="top">(Svedese) Svenska</td>
</tr>
<tr>
<td valign="top">Italiano</td>
</tr>
<tr>
<td valign="top">(Rumeno) Română</td>
</tr>
<tr>
<td valign="top">(Magiaro) Magyar</td>
</tr>
<tr>
<td valign="top">(Giapponese) 日本語</td>
</tr>
<tr>
<td valign="top">(Spagnolo) Español</td>
</tr>
<tr>
<td valign="top">(Vietnamita) Tiếng Việt</td>
</tr>
<tr>
<td valign="top">(Arabo) العربية</td>
</tr>
<tr>
<td valign="top">(Portoghese) Português</td>
</tr>
</tbody>
</table>
]]></content:encoded>
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		<title>Compatibilità con i principali browser</title>
		<link>http://www.lcweb.it/approfondimenti/compatibilita-con-i-principali-browser.html</link>
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		<pubDate>Sun, 23 Jan 2011 20:26:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lcweb</dc:creator>
				<category><![CDATA[Approfondimenti]]></category>
		<category><![CDATA[campatibili]]></category>
		<category><![CDATA[chrome]]></category>
		<category><![CDATA[compatibilità]]></category>
		<category><![CDATA[cross-browser]]></category>
		<category><![CDATA[explorer]]></category>
		<category><![CDATA[firefox]]></category>
		<category><![CDATA[opera]]></category>
		<category><![CDATA[safari]]></category>
		<category><![CDATA[siti imperia]]></category>

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		<description><![CDATA[Fino a qualche anno fa la quasi totalità degli utenti utilizzavano Internet Explorer per la navigazione online. Oggi le statistiche (fonte: W3schools &#8211; aprile 2011) dicono che il browser di Microsoft è ancora utilizzato dal 24% degli utenti, mentre si registrano forti crescite di Firefox (43%) e Chrome (26%). Esistono poi altri browser minori che ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.lcweb.it/wp-content/uploads/2011/01/crossbrows09.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-312" title="crossbrows09" src="http://www.lcweb.it/wp-content/uploads/2011/01/crossbrows09-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Fino a qualche anno fa la quasi totalità degli utenti utilizzavano <strong>Internet Explorer</strong> per la navigazione online.</p>
<p>Oggi le statistiche (fonte: <a href="http://www.w3schools.com/browsers/browsers_stats.asp" target="_blank">W3schools</a> &#8211; aprile 2011) dicono che il browser di Microsoft è ancora utilizzato dal <strong>24%</strong> degli utenti, mentre si registrano forti crescite di <strong>Firefox (43%)</strong> e <strong>Chrome (26%)</strong>. Esistono poi altri browser minori che rappresentano cumulativamente il 7% del mercato.</p>
<p>Diventa quindi sempre più importante che i siti siano completamente compatibili con tutti i browser disponibili, questo per <strong>evitare</strong> che si verifichino <strong>malfunzionamenti strutturali </strong>o grafici che possono impedire una regolare navigazione o, peggio ancora, <strong>portare l&#8217;utente a spostare la propria attenzione su altri siti.</strong></p>
<p>Noi di <strong>LCweb</strong> <strong>verifichiamo</strong> tutti i siti che produciamo con <strong>tutti i browser</strong> disponibili (comprese le versioni meno recenti) permettendo di <strong>rendere il più efficiente possibile i siti prodotti.</strong></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Gestione autonoma dei contenuti</title>
		<link>http://www.lcweb.it/approfondimenti/gestione-autonoma-dei-contenuti.html</link>
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		<pubDate>Fri, 03 Dec 2010 10:07:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lcweb</dc:creator>
				<category><![CDATA[Approfondimenti]]></category>
		<category><![CDATA[autonoma]]></category>
		<category><![CDATA[autonomia]]></category>
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		<category><![CDATA[contenuti]]></category>
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		<category><![CDATA[sito]]></category>
		<category><![CDATA[sviluppo]]></category>
		<category><![CDATA[web marketing]]></category>

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		<description><![CDATA[Creare un sito web non significa solo progettare una vetrina piacevole e comunicativa. E’ importante anche avere fornire agli utilizzatori finali una completa autonomia nella gestione dei contenuti. Per consentire ai nostri clienti lo sviluppo indipendente del sito, LCweb utilizza piattaforme CMS che permettono la gestione da remoto del proprio spazio web, la pubblicazione e ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.lcweb.it/wp-content/uploads/2010/12/gestione-internet-sito-web.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-301" title="3d human sitting on green gears" src="http://www.lcweb.it/wp-content/uploads/2010/12/gestione-internet-sito-web-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Creare un sito web</strong> non significa solo progettare una vetrina piacevole e comunicativa.</p>
<p>E’ importante anche avere fornire agli utilizzatori finali una<strong> completa autonomia</strong> nella <strong>gestione dei contenuti</strong>.</p>
<p>Per consentire ai nostri clienti lo <strong>sviluppo indipendente del sito</strong>,<a href="http://www.lcweb.it/" target="_blank"> LCweb</a> utilizza piattaforme CMS che permettono la gestione da remoto del proprio spazio web, la pubblicazione e la modifica dei contenuti, in maniera semplice e ordinata.</p>
<p>Questo permette di <strong>non aver bisogno</strong> del supporto <strong>di professionisti</strong> per <strong>inserire nuove pagine</strong> oppure per <strong>modificare dati o immagini.</strong></p>
<p>Chiedi ulteriori informazioni&#8230;</p>
<p>anche tramite skype&#8230; [skype-status skype_id="RLTWML" user_name="LCweb" button_theme="" button_function="add" use_voicemail="" use_getskype=""]</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Sito con grafica aziendale coordinata</title>
		<link>http://www.lcweb.it/approfondimenti/realizzazione-sito-con-grafica-aziendale.html</link>
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		<pubDate>Tue, 02 Nov 2010 12:27:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lcweb</dc:creator>
				<category><![CDATA[Approfondimenti]]></category>
		<category><![CDATA[aziendale]]></category>
		<category><![CDATA[brochure]]></category>
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		<category><![CDATA[immagine]]></category>
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		<category><![CDATA[pubblicità]]></category>

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		<description><![CDATA[L’immagine coordinata (o corporate identity), rappresenta l’identità visiva che la tua azienda ha presso il pubblico in maniera tale da distinguersi dai concorrenti. I potenziali destinatari del messaggio devono poter percepire, dalle rappresentazioni visive che gli vengono fornite, un’immagine aziendale coordinata. E’ fondamentale che i diversi fenomeni comunicativi (biglietti da visita, brochure, sito, e.mail, newsletter, ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.lcweb.it/wp-content/uploads/2010/11/grafica-coordinata.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-278" title="3d blue painter" src="http://www.lcweb.it/wp-content/uploads/2010/11/grafica-coordinata-300x184.jpg" alt="" width="300" height="184" /></a>L’immagine coordinata</strong> (o corporate identity), rappresenta l’identità visiva che la tua azienda ha presso il pubblico in maniera tale da <strong>distinguersi dai concorrenti.</strong></p>
<p>I potenziali destinatari del messaggio devono <strong>poter percepire</strong>, dalle rappresentazioni visive che gli vengono fornite, <strong>un’immagine aziendale coordinata</strong>.</p>
<p>E’ fondamentale che i diversi fenomeni comunicativi (biglietti da visita, brochure, sito, e.mail, newsletter, pubblicità aziendale) <strong>risultino coerenti</strong> l’uno con l’altro per essere percepite dal pubblico come <strong>proveniente dalla stessa fonte</strong>.</p>
<p><a href="http://www.lcweb.it/" target="_blank">LCweb</a> ha molto a cuore questo tema, offrendo una consulenza specifica per individuare come poter ottenere la migliore<strong> immagine coordinata</strong> possibile.</p>
<p><span style="font-size: 13.2px;">Chiedi ulteriori informazioni&#8230;</span></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Assistenza scelta dominio e hosting</title>
		<link>http://www.lcweb.it/approfondimenti/assistenza-scelta-dominio-e-hosting.html</link>
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		<pubDate>Tue, 02 Nov 2010 12:25:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lcweb</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Quando si vuole creare un sito web, la prima considerazione da dover fare è sulla scelta dell&#8217;hosting. L&#8217; HOSTING è un servizio che consiste nell&#8217;allocare su un server web le pagine di un sito, rendendolo cosí accessibile dalla rete Internet. Da questo dipendono molteplici aspetti come la quantità di spazio che avremo a disposizione e il numero ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.lcweb.it/wp-content/uploads/2010/11/mondo.jpg"></a><a href="http://www.lcweb.it/wp-content/uploads/2010/11/mondo.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-281" title="mondo" src="http://www.lcweb.it/wp-content/uploads/2010/11/mondo-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Quando si vuole <strong>creare un sito web</strong>, la prima considerazione da dover fare è sulla <strong>scelta dell&#8217;hosting</strong>.</p>
<p><strong>L&#8217; HOSTING</strong> è un servizio che consiste nell&#8217;allocare su un <strong>server web</strong> le pagine di un sito, rendendolo cosí accessibile dalla rete Internet.</p>
<p>Da questo dipendono molteplici aspetti come la quantità di <strong>spazio </strong>che <strong>avremo a disposizione</strong> e il <strong>numero di accounts email</strong> che potremo legare al nostro dominio.</p>
<p><a href="http://www.lcweb.it/" target="_blank">LCweb</a> ti assiste nella scelta e ti consiglia durante il percorso di acquisizione e registrazione dominio.</p>
<p>Questo perchè<strong> l&#8217;efficienza</strong> e la <strong>professionalità di un sito</strong> partono dal nome del dominio e dal suffisso scelto.</p>
<p><span style="font-size: 13.2px;">Chiedi ulteriori informazioni&#8230;</span></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Il web marketing</title>
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		<pubDate>Sun, 17 Oct 2010 10:50:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lcweb</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il web marketing è una delle attività di marketing aziendale che utilizza il web per studiare il mercato e sviluppare i rapporti commerciali (promozione/pubblicità, distribuzione, vendita, assistenza alla clientela, etc.) tramite internet. Normalmente l&#8217;attività di web marketing partono innanzitutto con la studio di un progetto, poi nella creazione di un sito internet e la sua ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il web marketing è una delle attività di marketing aziendale che utilizza il web per studiare il mercato e sviluppare i rapporti commerciali (promozione/pubblicità, distribuzione, vendita, assistenza alla clientela, etc.) tramite internet. Normalmente l&#8217;attività di web marketing partono innanzitutto con la studio di un progetto, poi nella creazione di un sito internet e la sua pubblicità, così facendo l&#8217;azienda  attrae visitatori che ricercano i servizi e i prodotti venduti</p>
<p>Il web marketing quindi si aggiunge alle strategie promozionali tradizionali, consentendo una relazione diretta con il pubblico online.</p>
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